Che cos’è la pianificazione successoria e perché è importante

01 Set 2022

Che cos’è la pianificazione successoria e a cosa serve

La pianificazione successoria consiste nell’insieme degli atti giuridici che un individuo pone in essere prima di “passare a miglior vita”, mediante i quali destina in modo specifico il proprio patrimonio una volta che si aprirà la successione.

L’alternativa alla pianificazione successoria è non fare nulla e lasciare che sia la legge a stabilire come verranno suddivisi i propri beni.

Il fatto che ci siano delle regole che prevedono le modalità attraverso cui le nostre sostanze verranno suddivise anche in assenza di nostre precise istruzioni, probabilmente, induce la stragrande maggioranza delle persone a disinteressarsi di questo aspetto riguardante il “dopo di noi”. Altrimenti non si spiegherebbe come mai solo l’8% degli italiani si preoccupa di fare testamento.

Eppure, siamo tutti a conoscenza del fatto che la successione è un momento quantomeno delicato, spesso insidioso e non poche volte origine di vere e proprie guerre legali. Pianificare la propria successione mentre si è in vita è gesto di grande responsabilità ed amore verso le persone che ci sono più care.

È il modo migliore per evitare le liti tra parenti, a condizioni che venga effettuata correttamente (altrimenti si rischia di creare delle situazioni ancor più discordanti). Non dimentichiamoci che in caso di disaccordo tra eredi si procede per le vie legali, con tempi di definizione in sede giudiziaria che possono raggiungere i 20 anni.

La pianificazione successoria è utile anche per evitare, o quantomeno ridurre, il pagamento delle imposte di successione (in modo lecito s’intende).

Inoltre, permette di tutelare maggiormente i soggetti deboli. Con questo termine non ci si riferisce necessariamente a portatori di handicap, ma a qualunque soggetto che si trovi in uno stato di potenziale fragilità. Per essere più esplicito vi racconto un caso che mi è capitato di seguire: un padre mi ha chiesto assistenza nel redigere il testamento perché aveva desiderio di destinare una parte più consistente del suo patrimonio al figlio maschio (operaio in una azienda che era più volte dovuta ricorrere alla cassaintegrazione, coniugato e a sua volta padre di due bimbi), senza però venir meno ai suoi obblighi verso la figlia (laureata, dirigente di una multinazionale, single). Evidentemente questo papà aveva visto nel figlio un soggetto economicamente più debole rispetto alla sorella che invece si trovava con soddisfazione ad intraprendere una carriera manageriale.

È consentito poter destinare una somma maggiore ad un figlio a scapito degli altri e della moglie? La risposta è: “Si, purché vengano rispettate determinate condizioni”.

 

Perché è importante la pianificazione successoria

Le ragioni per cui vale la pena fare una pianificazione successoria sono molteplici e prescindono dall’età, non bisogna essere per forza anziani. Anzi, ci sono validi motivi per iniziare a farlo sin da giovani se tenete veramente a chi resterà dopo di voi.

Se avete dei figli ancora minorenni, ad esempio, è importantissimo fare un testamento, per tutelarli meglio in caso di vostra premorienza perché sarà richiesto obbligatoriamente l’intervento del giudice per la tutela dei minori, il quale si farà responsabile della gestione dei patrimoni loro spettanti. E poi una volta che i vostri figli saranno diventati maggiorenni non avete il timore che possano dissipare in breve tempo ed in modo dissoluto il vostro patrimonio?

Se non siete coniugati con il/la vostro/a partner avete un altro buon motivo per fare testamento, perché il “convivente more uxorio” rischia di essere completamente escluso dall’eredità se non ci pensate prima voi.

Se avete uno o più immobili conviene fare testamento per evitare di incorrere nella cosiddetta “comunione ereditaria”.

 

Successione: come funziona e cosa succede dopo il decesso

Al decesso di un soggetto ha luogo la cosiddetta “apertura della successione”. In quel momento tutto il suo patrimonio viene congelato in attesa di definire come debba essere ripartito tra i vari eredi.

Ma chi ha diritto ad ereditare? La risposta è: “Dipende, bisogna vedere se esistono delle disposizioni testamentarie, ovvero se ci sono uno o più testamenti”.

 

Successione legittima

Abbiamo detto prima che il caso più frequente è rappresentato dalle successioni prive di testamento.

In questi casi è la legge che decide chi sono gli eredi e quanto spetta loro (ecco il motivo per cui questa fattispecie prende il nome di successione “legittima” e gli eredi si chiamano anch’essi “legittimi”).

Quindi in base alla composizione del nucleo familiare ci sarà la possibilità di capire in modo chiaro chi eredita e chi no.

Altrettanto chiaro è il fatto che tutti gli eredi si troveranno in “comunione ereditaria” ovvero, tranne il caso in cui ci sia un erede unico; nessuno di loro sarà interamente proprietario di nessun bene, ma tutti si troveranno in comproprietà con gli altri eredi in base alla quota che gli è stata assegnata dalla legge.

 

Successione testamentaria

Quando invece siamo in presenza di un testamento (non cambia nulla se è fatto da un notaio, oppure è olografo) ci sono necessariamente degli eredi a cui spetta la cosiddetta “legittima” (vengono chiamati eredi “legittimari” o “necessari”) e poi ci possono essere anche altri soggetti nominati dal testatore (gli eredi “testamentari”).

È fondamentale che le volontà espresse in un testamento non vadano a ledere (quindi non pregiudichino) le quote di legittima che la legge stabilisce. A parte il fatto di rispettare scrupolosamente questa condizione (altrimenti il testamento rischia di essere impugnato davanti ad un giudice per lesione della legittima… quindi diventa causa di litigio tra gli eredi), una persona può destinare la parte di patrimonio che eccede la legittima a chi vuole, senza limiti.

Ma anche se non ci fosse la volontà di includere nella successione delle persone che per la legge resterebbero escluse (ricordo al proposito l’esempio che avevo fatto del convivente more uxorio), mediante il testamento sia ha la possibilità di assegnare interi immobili a singoli eredi, evitando che si vengano a verificare le antipatiche situazioni di comproprietà sempre difficili da sbrogliare.

Con un testamento, inoltre, c’è la possibilità di escludere dall’eredità alcuni soggetti. Questo è il caso dei fratelli e delle sorelle, che in assenza di testamento ereditano ma che potrebbero invece essere esclusi per effetto di un testamento.

 

Le imposte sulla successione in Italia

Qualche riflessione specifica merita di essere fatta a proposito delle imposte di successione.

Innanzitutto, bisogna tenere presente che così come la successione si apre, si deve anche chiudere entro 12 mesi attraverso il versamento delle tasse dovute.

La normativa fiscale in materia successoria non è meno complicata delle altre. Cercherò di riassumere alcuni punti fondamentali, prendendo come riferimento i casi più frequenti con il limite di non poter essere necessariamente esaustivo.

Se ad ereditare sono il coniuge, i figli ed i genitori essi godono di franchigie molto generose entro le quali non pagano alcuna imposta di successione. Si tratta di 1 milione di euro per ciascun erede. Al superamento di detta soglia essi pagano il 4% di imposta di successione (comunque poco, se lo raffrontiamo con Francia, Germania, Spagna dove si arriva anche al 30% ed oltre e le franchigie sono decisamente più basse).

Se si ereditano degli immobili (ad esclusione di quello che si intende eventualmente eleggere come prima casa) bisogna pagare in più anche una imposta di trascrizione ed una catastale (in totale sono il 3%).

Colgo l’occasione per sfatare il mito che le successioni sono sempre delle pratiche lunghissime.

Non è sempre vero; lo possono diventare in particolare quando ci sono delle situazioni immobiliare da sanare catastalmente in via preventiva (che normalmente richiedono tempi tecnici abbastanza lunghi). Ma se gli immobili sono in ordine e ci sono solo investimenti bancari, postali e assicurativi la successione può chiudersi in tempi brevi.